A proposito del Piano Regolatore

Di seguito tre articoli scritti (per giornali locali) prima, durante e dopo l’adozione del Piano regolatore di Castelnuovo di Porto del 2003. Si intendeva fornire un modesto contributo e sollecitare la partecipazione alla formazione del Piano. Ma la Giunta Lucchese uso’ altri criteri, e tenne in piedi la promessa di un piano demagogico e irrealizzabile. Salvo poi – dopo 5 anni – cedere di schianto e decidere di ritirare il piano: come se non ci fosse mai stato. Insieme al Piano ovviamente salto’ una intera classe politica locale, e il tema pianificatorio non fu mai più affrontato. Oggi se ne riparla. A distanza di 15 anni l’analisi delle problematiche territoriali e’ ancora abbastanza attuale. 

CENTRO STORICO E TERRITORIO

MAGGIO 2003 – Primo articolo di approccio ad un nuovo Piano Regolatore

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Il Centro Storico non è un problema a sé stante, ma va inquadrato nella pianificazione generale del territorio comunale. Così come il centro storico ha cambiato utilizzazione e residenti a causa della evoluzione del territorio circostante, non si può pensare oggi di progettare il futuro dell’antico borgo senza pianificare le aree intorno e direi l’intero territorio comunale. Probabilmente non con una variante di un Piano Regolatore che ha quasi 30 anni – e che essendo variante lo dice la parola stessa mantiene ferme le impostazioni e cambia solo qualcosa – ma con un nuovo Piano regolatore generale adeguato all’ attuale assetto del territorio.
Qui a Castelnuovo oggi ci troviamo in una situazione che definirei “sull’orlo del crinale”. Possiamo fare scelte corrette, e in questo caso la nostra cittadina potrebbe evolversi positivamente e darci perlomeno la qualità di vita che ci dà ora e magari migliore. Possiamo non fare scelte o farle sbagliate e in breve saremo nei guai. Ma grossi.
Perché è presto detto. Ci sono sul tappeto cinque temi connessi tra loro, dai quali dipende il futuro del paese:

1. Casello autostradale. La apertura del casello sulla via Tiberina, là dove arriva la Montefiore, e il diretto collegamento con Monterotondo scalo, porterà molti vantaggi ma anche alcuni problemi da affrontare, che sono sostanzialmente l’aumento del traffico verso la Flaminia sulla Montefiore e il possibile arrivo in zona di criminalità più o meno organizzata.

2. Tribunale. Dato per scontato che il Tribunale è molto meglio averlo che non averlo, e che Castelnuovo non solo lo merita per storia e tradizione, ma deve fare di tutto per mantenerlo, la scelta compiuta di ospitarlo nella ex sede municipale, nella zona a maggiore densità abitativa, a 200 metri dal Centro Storico, servito da una unica strada obbligata per tutti, la Montefiore appunto, è un grave errore. Capisco i problemi economici di un piccolo comune come il nostro, capisco la difficoltà di trovare una alternativa, ma bisogna assolutamente portare il Tribunale vicino al nuovo casello autostradale, ove sarebbe collegato sia con la autostrada sia con la stazione ferroviaria di Monterotondo. Non dimentichiamoci che il Tribunale ha competenza territoriale sui paesi della Sabina, i cui cittadini devono oggi venire in macchina su per la Montefiore a Castelnuovo paese. La collocazione ideale del Tribunale è negli immobili della ex protezione civile, collegati direttamente al casello e dai quali potrebbe partire una navetta per la stazione di Monterotondo. Se questa soluzione fosse impraticabile – ma dopo avere fatto di tutto con impegno per praticarla – andrebbe cercata una alternativa vicina, da costruire o da ristrutturare. In un caso o nell’altro la collocazione del Tribunale nella parte Tiberina del territorio comunale va legata alla previsione di una certa quantità di servizi (bar, tavole calde, copisterie, uffici, posteggi ecc) la cui creazione capita (come si dice) a fagiolo in un’area che ha un elevato tasso di disoccupazione e assoluto bisogno di attività economiche per i suoi abitanti.

3. Scuole. Che le scuole del nostro paese siano inadeguate è pacifico. Che vadano costruite le nuove scuole evidente. Ma che esse vengano fatte in aperta campagna è un altro grave errore, talmente grave che non ci credevo. C’è il Piano regolatore, mi dicevo, che non prevede (come potrebbe?) le scuole elementari così lontane da ogni abitazione. Invece è vero, la Amministrazione ha addirittura dato incarico di progettare le nuove scuole in un’area di campagna sulla via Montefiore, a vari chilometri sia da Castelnuovo che da Ponte Storto. Lo può fare? Io penso di no, una scelta di tal genere non può essere fatta di autorità, senza un minimo di dibattito, in barba al Piano Regolatore, ipotecando la vita di generazioni di alunni e delle loro famiglie. Le scuole per gli alunni più piccoli vanno fatte per legge e per buonsenso nei pressi delle abitazioni, i campus stanno in America e sono fatti per un’altra realtà e per ragazzi più grandi.

4. Area ex campo sportivo. Castelnuovo si trova ad avere libera una vasta “area centrale”, quella dell’ex campo sportivo. La scelta di spostare il campo sportivo è stata a mio parere corretta, semprechè si sia trattato di “spostare” e non di “abolire”. Al di là di questo, oggi questa area centrale è preziosa perché sta in una posizione baricentrica rispetto alle abitazioni, e può davvero rappresentare, se bene utilizzata, quel “qualcosa in più” che farebbe fare a Castelnuovo un salto di qualità. Bisogna decidere come utilizzare questa area, se per servizi pubblici, privati, scuole o quant’altro. Bisogna dibattere, confrontarsi, capire, insomma lavorarci sopra per il bene del paese. leggi tutto…

Ricordo di Italo Insolera

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