Tagliare il superfluo

di | 11 Aprile 2018

Non è una questione da ecologisti impegnati ma da economisti dilettanti. E’ semplice calcolare se vale di più un albero di 50 anni o  un muretto di recinzione in blocchetti di tufo: l’albero vale circa 30 volte di più.

Eppure a Castelnuovo vige la regola seguente: gli alberi che danneggiano le strade e i muretti vanno abbattuti.

Si chiede regolare permesso, si paga la tassa  (60 Euro) e si procede. Non è necessario alcuna perizia che attesti – per esempio – che l’albero sia malato e pericolante. Basta la volontà di abbatterlo. A leggere le motivazioni con le quali si è chiesto al Comune di abbattere pini marittimi di 20 metri e cedri altissimi si colleziona un campionario esilarante: le radici danneggiano il muretto di recinzione alto 50 cm; l’albero ha la processionaria e non si può disinfestarlo perché è troppo alto; le radici danneggiano la casa o la strada.

Ovviamente il muretto potrebbe essere aggiustato in mezza giornata, la processionaria disinfestata con appositi attrezzi, la strada riparata, ma questi sono discorsi da gente poco pratica, ecologisti rompiballe e loro affini. E poi – e questo è il discorso di fondo – ognuno a casa propria, col permesso del Comune, fa come vuole ed è libero di esprimersi. Vige la Proprietà Privata, no?

Con questa logica a Castelnuovo, nelle lottizzazioni residenziali, è in atto una vera e propria guerra all’albero inerme. Decine di alberi d’alto fusto, specialmente pini marittimi (che a volte hanno radici affioranti), ma anche cedri e acacie, sono spariti. Accompagnati da sguardi soddisfatti, e sventolio di fogli intestati e timbrati e tassa pagata, a garanzia del libero arbitrio in libera proprietà.

La questione a ben vedere è molto grave, e va oltre le chiome degli alberi propriamente detti. Il solo dato – per esempio – che 80 anni fa vennero piantati all’EUR circa 18.000 alberi d’alto fusto, per una spesa di circa 40 milioni di euro odierni, ci fa capire come gli alberi siano indispensabili alla creazione di un ambiente residenziale di qualità. Lasciamo pure da parte gli ecosistemi, il riscaldamento globale eccetera, e voliamo bassissimi: un qualsiasi ambiente abitato è migliore, più bello e più vivibile se è dotato di alberi, questo è incontrovertibile.

E se gli alberi stanno lì da 50 anni, e adesso vengono tagliati, significa che la cultura locale sta peggiorando. Perchè il mantenimento di un albero, come tutte le cose di questo mondo, ha un costo, in termini di tempo e di danaro: bisogna spazzare le foglie, disinfestarlo, riparare i danni che fanno le radici, e così via. E la scelta di evitare spese e inconvenienti eliminando alla radice (!) il problema, è la figlia naturale della sottocultura urbana, arrivata a Castelnuovo con il programma caparbiamente perseguito di perifericizzazione del paese e con la definitiva affermazione di una aberrata gerarchia di valori economici e culturali.

Perché a mio avviso quei foglietti coi permessi sono vera politica culturale, e determinano la scala dei valori della cittadinanza molto di più di una festa di piazza o dello spettacolo di una sera. Perché cultura è rispettare il passato, ed è anche mettere in fila, dal necessario al superfluo, le cose, e non lasciare per ultime quelle che non producono denaro, fosse anche solo un panorama, o un albero.

11/3/2007