Il Palio della stella a Sacrofano - Foto di Massimo D'Adamo tratta dal calendario del Parco di Veio edizione 2008

Partivano da Castelnuovo in processione, possiamo immaginare, col Parroco, il Sindaco, i Carabinieri, attraversavano la Flaminia, imboccavano quella che oggi è Via Aldo Moro, e piano piano scendevano nella valle e attraversavano il “Fosso di S. Antonino”; poi risalivano sull’altipiano e arrivavano alla chiesetta e all’eremo. Saranno stati un paio di chilometri che ogni anno tutti i Castelnovesi percorrevano in processione per devozione verso S. Antonino di Apamea, martire dell’impero romano. Nella stessa giornata sull’altipiano si correva il “Palio della Stella”, con cavalieri e pubblico che arrivavano da tutti i paesi intorno.

Questo è quello che sappiamo oggi, frutto di testimonianze neppure dirette, ma di ricordi di nipoti, oggi anziani, che riferiscono i racconti dei nonni. Parliamo dei primi decenni del secolo scorso, infatti, e non c’è nessun documento di un evento che doveva essere di grande importanza per Castelnuovo e per tutto il circondario, e che aveva per scenario quella parte del paese, la campagna, che molti evocano, e che pochissimi considerano per davvero.

Eppure fino a poco tempo fa la campagna era tutto. Roma era lontanissima, c’era una sola strada, la Flaminia, niente treno, e coltivare ed allevare bestiame era l’unica risorsa disponibile. Le terre ad ovest della Flaminia, oggi interne al Parco di Veio, con i loro valloni, le alture, i ruscelli, si prestavano egregiamente ad essere coltivate a mano, e si sarebbero invece rivelate inadatte alla industrializzazione agricola fatta con le macchine, che necessitava di grandi estensioni pianeggianti.

Il Monte S. Antonino aveva fin da tempi remotissimi, forse medievali, nel suo punto più alto una chiesetta minuscola (3 metri x 10) dedicata allo stesso Santo, con accanto un’altra costruzione che serviva da “eremo”, con 5 piccole “celle” in non più di 100 metri quadri. Il Monte, di forma allungata, è situato parallelo alla Via Flaminia, e va grosso modo dall’altezza della Stazione ferroviaria all’odierno laghetto di pesca sportiva. Dall’altipiano si gode una vista a 360 gradi di tutte le terre intorno, fino a Roma, alla sua periferia e al Cupolone che spicca in lontananza. Oggi della chiesetta di S. Antonino e dell’eremo non c’è quasi più nulla. Qualche sasso (vedi foto) fa ancora indovinare la posizione della costruzione, anche se sotto le erbacce dovrebbe esserci ancora la pavimentazione di mattoni descritta dai brevi studi sull’argomento.

Il Palio della Stella è invece sopravvissuto, seppure trasferito in paese, ma quest’ultimo anno non si è potuto tenere perché l’asfalto danneggia i garretti dei cavalli, se non vengono adeguatamente ferrati. Nei paesi vicini il Palio è tuttora una  festa popolare. In particolare a Sacrofano il Palio si corre “in costume” tradizionale ed è una delle più importanti manifestazioni di tutto il “territorio di Roma nord”. Ma ogni paese, da Morlupo a Campagnano, a Formello, ha il suo Palio annuale.

A Castelnuovo di Porto per fare le cose come si deve andrebbe ricostruita la chiesetta, rifatta la processione e corso il Palio nel suo teatro originale. Potrebbe essere un modo per ritrovare qualcosa del vecchio paese che esiste, ma non si vede, perchè è finita sotto le erbacce, come il pavimento della chiesetta di S. Antonino. Parroco, Sindaco e Carabinieri ce li abbiamo, di mattoni e muratori ne avanzano, cavalli e cavalieri certamente arriverebbero al galoppo.

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La leggenda del Palio della Stella  (clic qui) 

Foto del bestiame sul Monte S. Antonino (clic qui)

Foto dell’altipiano del monte S. antonino (clic qui)

Foto dei sassi superstiti della Chiesetta (clic foto1 foto2foto3)

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